Dico(no) di me

Nella mia vita ho scritto all’incirca ottomila articoli, una decina di libri a mio nome e almeno il doppio per conto di altri, decine di racconti, una raccolta di poesie non tutte ispirate. Ho scritto moltissime frasi per la pubblicità, migliaia di titoli e sommari, recensioni di concerti, una serie televisiva con un giornalista sbadato e una fotografa gnocca che indagano su delitti commessi in Friuli, ho scritto centinaia di amorismi e una volta anche un testo che venne letto da Giovanni Paolo II a Castel Gandolfo.     

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Ho scritto una tesi di seicento pagine, cinque – credo – programmi elettorali e migliaia di email. Ho scritto lettere d’amore su una Olivetti del 1930 appartenuta a mio nonno e lettere di odio rabbioso battendo i tasti di un pc. Ho scritto comunicati stampa premiati da ministri e raccontini premiati da giornalini. Ho scritto quando ero esaltato e quando non ne potevo più, con pennarellini neri Pilot su blocchi a spirale e archiviando file_salva_con_nome. Ho scritto presentazioni di persone e di aziende, interviste a famosi che non lo sono più, quarte di copertina, status a bizzeffe e post quando mi ricordo che è il caso.

Ho scritto pochi tweet ma complessivamente, in venticinque anni di scritture professionali, milioni e milioni di parole. Le ho lasciate andare, spesso perdendone le tracce. Durante un matrimonio mi è capitato di vederle tornare indietro a pioggia da un aereo a volo basso, per essere raccolte da persone sorprese che hanno sorriso e si sono commosse, che custodivano questi biglietti nella tasca, dentro lo scomparto di una borsetta, nel pugno stretto o, dopo averle raccolte dall’erba, le lasciavano volteggiare giù a elica. Per l’uso dannunziano delle mie parole ringrazio col cuore i due protagonisti della festa, uniti dal più diffuso dei monosillabi: sì.

BIOGRAFIA LAMPO (E SCRITTA IN TERZA PERSONA)

Alessandro Zaltron. Scrive di professione da 25 anni.

Ha pubblicato tre romanzi (Guru per caso, Milano, 2013; ¡Viva maria! - Memorie di un coltivatore di marijuana, Vicenza, 2012; Riceviamo e volentieri, Forlì, 2007), tre saggi ironici (Duemila - Bestiario di auguri di fine millennio, Vicenza, 1999; Manuale per i(n)felici amanti - Sopravvivere alla coppia, Milano, 2012; Crociera e delizia - Guida semiseria per aspiranti croceristi, Vicenza, 2012), alcune guide letterarie (fra cui Di Bassano in Bassano, Bassano del Grappa, 2004; Treviso 101 - Le meraviglie della Marca, Treviso, 2010; Piccole memorie dalla Grande guerra, Treviso, 2008). Suoi racconti amorosi sono inseriti in varie antologie (Roma, 2009 e 2010).

Le parole sono importanti - scriverne poche e bene per lavorare meglio (Milano, 2015) è un atto d’amore verso la lingua italiana. Il suo libro più recente, Cronache sentimentali - Come sopravvivere all'amore (Milano, 2015), contiene parole d'amore.

Scrive anche su commissione e come ghostwriter; è specializzato in biografie di imprenditori, politici, sportivi, persone con storie degne di essere narrate.

Affianca le aziende come editor, tiene corsi di storytelling e di scrittura professionale.

Giornalista professionista, è stato redattore del quotidiano Il giornale di Vicenza e direttore di varie riviste, collaborando a lungo con Il Sole 24 ore.

Cultore di temi amorosi, cura la fan page Cronache Sentimentali, dove pubblica quotidianamente i suoi amorismi (aforismi d’amore). Ha ideato e conduce la trasmissione radiofonica Parlami d’amore. Racconta storie d’amore su Confidenze.

Maggiori informazioni su www.alessandrozaltron.com.

quello che ho fatto