Dico(no) di me

Scrive di professione da 27 anni.

Ha pubblicato tre romanzi (Riceviamo e volentieri, Forlì, 2007; ¡Viva maria! - Memorie di un coltivatore di marijuana, Vicenza, 2012; Guru per caso, Milano, 2013), sei saggi ironici (Duemila - Bestiario di auguri di fine millennio, Vicenza, 1999; Manuale per i(n)felici amanti - Sopravvivere alla coppia, Milano, 2012; Crociera e delizia - Guida semiseria per aspiranti croceristi, Vicenza, 2012; Le parole sono importanti - scriverne poche e bene per lavorare meglio, Milano, 2015; Cronache sentimentali - Come sopravvivere all'amore, Milano, 2015; Abbecedario delle sciocchezze da non scriversi, Vicenza, 2017), alcune guide letterarie (fra cui Di Bassano in Bassano, Bassano del Grappa, 2004; Piccole memorie dalla Grande guerra, Treviso, 2008; Treviso 101 - Le meraviglie della Marca, Treviso, 2010 e 2013). Suoi racconti amorosi sono inseriti in varie antologie (Roma, 2009 e 2010).

Ha creato il format editoriale Romanzi d’impresa©, confluito nella collana di FrancoAngeli da lui diretta, che racconta le storie di aziende di successo e di valori. Ha scritto una ventina di romanzi d'impresa dal 1998 a oggi.

Scrive anche su commissione e come ghostwriter; è specializzato in biografie di imprenditori, politici, sportivi, persone con storie degne di essere narrate.

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Giornalista professionista, è stato redattore per 13 anni del quotidiano Il giornale di Vicenza e direttore di varie riviste, fra cui Vendere di più, collaborando a lungo con Il Sole 24 ore. Ha raccontato storie d'amore su Confidenze.

Ha improntato e diretto per 6 anni la comunicazione di Etra spa, società multiservizi con 800 dipendenti e oltre 600.000 clienti.
Ha diretto la comunicazione del Festival Biblico e l'ufficio stampa della Fondazione Etica ed economia e di Veneto Jazz.

Ha collaborato nell’ambito della comunicazione e della formazione con decine di aziende di svariati settori, tra cui: Pool Pharma, Gas Jeans, Head, Gruppo Mastrotto, Baxi, Bonaventura Maschio, Chimento, Raasm, Fami, Selleria Equipe, Gruppo Euromeccanica, Banca Popolare di Marostica, Favaro Servizi, Fietta, Villari, Videe, Patty Shelabarger, Alpes Inox, Gruppo Brotto, Penne Montegrappa, Bios Line, Irinox, Unifarco, Fondazione Cuoa, CMA, Xacus, Labrenta, New Box, Servizi CGN.

Affianca le aziende come editor, tiene corsi di storytelling e di scrittura professionale. Svolge coaching di scrittura© con amministratori delegati, manager, liberi professionisti.

Cultore di temi amorosi, cura la fan page Cronache Sentimentali, dove pubblica quotidianamente i suoi amorismi (aforismi d’amore) e il blog www.cronachesentimentali.com. Ha ideato la trasmissione radiofonica Parlami d’amore.

CONFESSIONE BIOGRAFICA

Nella mia vita ho scritto all’incirca ottomila articoli, una decina di libri a mio nome e almeno il doppio per conto di altri, decine di racconti, una raccolta di poesie non tutte ispirate. Ho scritto moltissime frasi per la pubblicità, migliaia di titoli e sommari, recensioni di concerti, una serie televisiva con un giornalista sbadato e una fotografa gnocca che indagano su delitti commessi in Friuli, ho scritto centinaia di amorismi e una volta anche un testo che venne letto da Giovanni Paolo II a Castel Gandolfo.

Ho scritto una tesi di seicento pagine, cinque – credo – programmi elettorali e migliaia di email. Ho scritto lettere d’amore su una Olivetti del 1930 appartenuta a mio nonno e lettere di odio rabbioso battendo i tasti di un pc. Ho scritto comunicati stampa premiati da ministri e raccontini premiati da giornalini. Ho scritto quando ero esaltato e quando non ne potevo più, con pennarellini neri su blocchi a spirale e archiviando file_salva_con_nome. Ho scritto presentazioni di persone e di aziende, interviste a famosi che non lo sono più, quarte di copertina, status a bizzeffe e post quando mi ricordo che è il caso.

 

Ho scritto pochi tweet ma complessivamente, in venticinque anni di scritture professionali, milioni e milioni di parole. Le ho lasciate andare, spesso perdendone le tracce. Durante un matrimonio mi è capitato di vederle tornare indietro a pioggia da un aereo a volo basso, per essere raccolte da persone sorprese che hanno sorriso e si sono commosse, che custodivano questi biglietti nella tasca, dentro lo scomparto di una borsetta, nel pugno stretto o, dopo averle raccolte dall’erba, le lasciavano volteggiare giù a elica. Per l’uso dannunziano delle mie parole ringrazio col cuore i due protagonisti della festa, uniti dal più diffuso dei monosillabi: sì.

quello che ho fatto