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    Suonalo ancora

     

    Mentre passeggiavo per il centro città, beato nelle leggiadra supponenza dei miei vent’anni, venni fermato da una ragazza carina e un po’ alternativa – come si diceva allora. Pensai immediatamente che fosse attratta dal mio evidente sex appeal o almeno dalla mia spiccata cultura: invece mi chiese semplicemente se fossi il proprietario del negozio di dischi la cui borsetta ondeggiavo con la naturalezza di una peripatetica del brit pop. Mi si vedeva sempre in giro con quegli shopper di carta, disse. Da allora mi piace pensare a me almeno come socio – per tutti i soldi che gli lascio -, se non titolare, del negozio di dischi a cui da venticinque anni mi abbevero in via prevalente, tutt’oggi acquistando solo cd originali e rifuggendo tanto la pirateria discografica quanto gli scaricamenti legali di mp3. Ho perso negli anni, è vero, per la facilità di ripetere questo gesto, la trepidazione di scartabellare-scartare-ascoltare un disco, ma preservo lo stupore da archeologo del booklet, alla ricerca di nomi, rimandi, ringraziamenti che suggeriscano interferenze tra i miei musicisti prediletti. E scoprire che la violinista degli Art of noise ha arrangiato gli archi in un semisconosciuto live dei Pet shop boys, be’, è l’equivalente, per me, dell’ennesimo Sacro Graal rinvenuto da Voyager.

    Dalla dance all’elettronica

    Sparkle in the rain (Simple Minds)

    Le storie d’amore (Tiromancino)

    Sulla strada del futuro (Massive Attack)

    Esiste un solo numero vero: Uno (Marlene Kuntz)

    Energia senza sbavature (Placebo)

    La scintilla istintiva (Niccolò Fabi)

    E il tango lo tocchi (Gotan Project)

    La rosa della vittoria (Sigur Ros)

    Suono e appeal in perfetto mix (Hooverphonic)

    Il fascino sottile dei suoni assemblati (St Germain)

    Una mostra da ascoltare (Miles Davis)

    Il bravo ragazzo pop (Nek)

    Il suono legge il futuro (Steely Dan)

    E a grande richiesta finale con i “pezzi da 90″ (Vasco Rossi)

    Juke box dei sogni (Morgan)

    Volare da sola (Noemi) 

    “Il mio jazz spazia tra i grandi” (Rachel Z)

    Ironia in musica (Rava+Bollani)

    La canzone è… (Francesco Guccini)