«Ci sono parole che dovrebbero servire una sola volta» (Chateaubriand).
E altre che non si dovrebbero usare mai.
Abuso di aggettivi:
valido (al posto di "adatto"); agile (riferito a capi d'abbigliamento: non ho mai visto un cardigan spiccare leggiadramente un balzo).
Ai sensi:
orribile espressione giuridica nellaccezione ai sensi di legge (molto meglio secondo la legge), è divenuta di uso comune. Non male per un Paese già oppresso dai sensi (di colpa) cattolici.
A livello:
"non so se sia utile a livello spazio". Lingua livellata, come lencefalogramma piatto di chi si esprime così.
Andare a...:
"andiamo a vedere, fare, considerare, dimostrare", ecc. Non possiamo semplicemente dire e fare, senza andarci?
Assonanze: i maggiori castroni involontari derivano dalla confusione di termini molto simili quanto a suono ma diversissimi per i contesti di pertinenza: branchie-branche, chiosco-chiostro, veniale-venale
Come:
spesso usato fuori luogo nel senso di in qualità di. Non male come libro. E come portaombrelli, come siringa, come azalea? Corretto invece se circoscrive alcune caratteristiche escludendone, esplicitamente o per rimando, delle altre. Non male come attore, ma a scrivere è un cane.
Eccetera:
spesso le elencazioni si arrestano a un paio di termini. Leccetera, abbreviato ecc., serve invece quando si annoierebbe luditorio citando la lista della spesa. Sconsigliato anche castrare un elenco con lenigmatico e quantaltro.
Emergenza-rifiuti:
il massimo della pigrizia lessicale è legato allaccostamento di due sostantivi. Siccome la conversazione non è come fare un telegramma che paghi un tanto a parola, punteggiatura compresa, non si vede perché impoverire il linguaggio asciugandolo delle sue sfumature. Già usiamo un numero misero di vocaboli
Lo stesso vale, nel parlato, per "il discorso", "il problema", "la tematica". È tutto un fiorire di "il discorso computer", "la problematica droga" (che a volte non si capisce neppure se "problematico è sostantivo o aggettivo), "il tema criminalità"
Entrare dentro:
come se fosse possibile "entrare fuori".
Entro e non oltre:
ridondanza fastidiosa; chi rispetta il termine entro cui va fatto qualcosa, di sicuro non rischia di andare oltre.
Errori grammaticali e sintattici:
Parla come mangi: e allora molti si nutrono davvero male. Anche se i vocabolari, lavandosene le mani, danno per buona ogni dizione (lo Zingarelli in questo senso è micidiale) e accolgono acriticamente le degenerazioni della lingua. Vado a braccio: proseguio per prosieguo, metereologia invece di meteorologia, aereoplano per aeroplano; romanzina invece di ramanzina; appropriarsi di (regge invece laccusativo); qual'è; deus et (invece di ex) machina; roboante anziché reboante; volonteroso anziché volenteroso; acquerello al posto di acquarello; quando che
Esse:
cè la mania di aggiungere una "s" finale al plurale delle parole straniere. Il plurale, nella lingua italiana, si ottiene di solito con la "i" per il maschile e la "e" per il femminile, non seguendo le declinazioni delle lingue straniere. Fa solo ridere "sports", "partners", "goals"... Fa tanto Padre Buozzi.
Gestire:
siamo tutti dei ragionieri della vita quando qualsiasi evento, qualsiasi rapporto personale, deve essere gestito. Si gestisce una ditta, al massimo un budget, non unamicizia, un amore, il personale di unazienda. Le persone non sono cose, né denari: si conoscono, si frequentano, si trattano, si apprezzano, si odiano. Ma non si gestiscono, perdìo!
In qualche modo:
La crisi dellazienda dipende in qualche modo dai sindacati". In qualche modo??? In quale modo? Spiegami lincidenza di una causa su un effetto. Intercalare inutile perché non aggiunge concetti. Fa il paio con bene o male e come dire. Il libro ha espresso una teoria come dire provocatoria. Ma se la qualifichi, perché la introduci con come dire, quasi fossi incerto? Se la si vuol tirare lunga con la concione, si ricorra piuttosto agli avverbi (è uno stratagemma che usano anche alcuni giornalisti miei conoscenti, pagati a metro quadro. Quelli pagati a peso della loro cultura sono invece di solito pesantissimi).
Legittimo proprietario:
il proprietario non può essere illegittimo, altrimenti non si potrebbe neanche qualificare proprietario (per la serie: il diritto per tutti).
Maiuscole:
fosse per me, abolirei la lettera maiuscola. La maggior parte delle volte si capisce dal contesto se un nome è proprio oppure no. Soprattutto i grafici pubblicitari hanno inspiegabilmente la mania di scrivere maiuscoli i mesi dellanno. La maiuscola è un inutile segno di deferenza, il retaggio di un rispetto da popolani-servi. Usiamola il minimo indispensabile, per favore.
Mirino:
la vita sembra una continua guerriglia civile in cui i rapporti umani si seguono attraverso lestremità di un fucile puntato. "Nel mirino delle forze dellordine", "Nel mirino della Corte dei conti", "Nel mirino dellIstat"
Tutti tiratori scelti, sulla pelle delluomo qualunque.
Numeri romani:
non si capisce perché i numeri romani vengano sempre certificati nel genere con la o, la a, la e, e la i apicali: I° premio (anziché 1°), Vª (quinta andava bene lo stesso). Anche i papi ne soccombono: Pio X°: dicono che fosse perché qualcuno, nellindicare la via omonima, pronunciava Pio ics.
Oggi come oggi:
e "ieri come ieri", "domani come domani". Apoteosi assurda della tautologia.
Ora come ora:
vedi "Oggi come oggi". Basterebbe dire "In questo momento".
Perso per perso:
fa perso al quadrato?
Piuttosto:
prelude a unalternativa che esclude uno di due termini (anziché), non a unelencazione (o
o): un termine esclude laltro, non si somma ad esso. Ok mangio il riso piuttosto che la pasta. No: Al ristorante mi piace mangiare di tutto, riso piuttosto che pasta piuttosto che carne.
Presso:
tutti gli incontri, le conferenze, le mostre, le partite di calcio si tengono immancabilmente presso palestre, teatri, cinema, auditorium. Mai uniniziativa che si svolga dentro queste strutture. Presso (come indica bene lespressione "nei pressi") significa vicino, intorno, accanto, NON dentro.
Quale:
uso improprio fuori dalla forma interrogativa, in alternativa a come (ad esempio). Ci sono molti prodotti tipici, quali i fagioli, le rape
.
Quello che
:
"Dobbiamo indicare quelle che sono le priorità". Indicale e basta, senza "quello che". Inelegante e pesante. A volte il relatore, travolto dallenfasi del suo sapido discorso, manca addirittura la concordanza di genere e numero: "Quelli che sono la prospettiva".
Rappresentare:
usato nel senso di trasmettere. Dovere rappresentare ai cittadini gli obiettivi di questo progetto. Finto elegante e quindi brutto.
Requisiti richiesti:
"Requisiti" deriva dal latino e significa già "richiesti". È un errore; sarebbe come dire "domande domandate" o "risposte risposte".
Salire sopra:
come se fosse possibile "salire sotto".
Scendere sotto:
come se fosse possibile "scendere sopra".
Se tanto mi dà tanto:
mi viene sempre da concludere "poco mi dà poco".
Sincera verità:
nellespressione: "Dirò la sincera verità". Ma esiste una verità insincera? E, soprattutto, se uno non è sincero, riesce a dire la verità?
Spesso e volentieri:
stanco refrain per indicare abitudinarietà, ripetitività.
Trecentossessanta gradi o, peggio, 360°:
non vuol dire niente, significa aver ruotato su se stessi ed essere tornati al punto di partenza. Una visione a 360° è dunque la più miope, altro che aperta. Lampiezza dellorizzonte che noi possiamo vedere è una linea piatta. Perché, è possibile occuparsi di marketing anche a 348 gradi? Un cliché per tutte le stagioni. 360 365 per chi si confonde col calendario di frate indovino sono dunque le randellate che merita chi abusa di questa espressione.
Un attimino:
che vuol dire? Già lattimo ("cogli lattimo") è unessenza temporale impalpabile, sospesa in equilibrio precario tra passato e futuro. Quantè una frazione di attimo?
Un certo tipo di:
presuppone sempre che ci sia "Un incerto tipo di musica", "Un incerto tipo di cinema", "Un incerto tipo di teatro". Da bocciare come "nella misura in cui" e "a livello".
Uscire fuori:
come se fosse possibile "uscire dentro".
Vero e proprio:
epidemia del 2000. Nessuno è immune. "È stato un vero e proprio successo". Perché esistono anche gli insuccessi falsi e impropri? Al limite, un surrogato di rafforzativo è "autentico.