Manuale per i(n)felici amanti


Guida semiseria all'incomprensibile mondo dell'amore.
E su come sopravvivere alla coppia.

INTENZIONE

Ho scritto un libretto, di natura sentimentale, per dire le forti emozioni che l’amore sa liberare, le delusioni cocenti, i piccoli misteri.
Il tanto che si assapora, il poco che si riesce sempre a capire, purtroppo. Perché le grandi domande restano mute, non c’è niente da fare, e te le rispolveri a distanza di anni senza venire a capo di nulla. È così, e basta.
Ci sono pagine dolorose da girare quando la mano indugia sull’angolo del foglio, e non basta inumidire la punta del dito per imparare a dimenticare.
che appunti come medaglie sopra la stoffa, sul petto. Ma rimangono i silenzi apparentemente eloquenti, le spiegazioni che cerchi esausto rigirandoti fra le lenzuola, le attenuanti che concedi nei momenti in cui ti senti giudice benevolo, almeno dei tuoi errori.
Ti restano alla fine le macerie, lasciate da chi distrugge il grande ideale, e però anche la mancanza assoluta di rancori, riempita da un senso di grande pietà. La vita ha sue geometrie inconsulte, da rispettare. E forse a volte è giusto così: che sia il non detto a decidere, l’incompiuto a concludere.
Ho scritto un libretto, per amanti felici e per infelici amanti, perché in questa strana gazzarra di oche starnazzanti a recinto solo l’amore (fedele) ci può salvare. E sorseggiare l’asprezza del primo assaggio, l’aroma che s’intorba invecchiando come un buon whisky, fino al fondo del bicchiere.
Insegnare e apprendere la stupenda arte della coppia, i riflessi della complicità, le sfumature dell’intimità condivisa, le frivole empatie. Capire che lo stomaco, a volte, ci dà vibrazioni più vere dei labirinti mentali in cui ci si perde, quasi che le cose non potessero mai essere semplici e immediate come sembrano, dirette, a pelle.
Dietro ciascuna porta sbattuta c’è almeno un piccolo spiraglio che filtra la luce, ed è il mestiere sublime di vivere a rivelarne il difficile passaggio. Ogni crisi è una fase di transito per chi accetta che il senso risiede nel viaggio. Dietro ogni diario riposto sullo scaffale c’è un piccolo libro da scrivere, il manuale di vivere. E di (r)esistere.
Saper attendere il momento giusto, senza la frenesia di buttarsi via.
Perché una mattina ti svegli finalmente sereno e in tutti i momenti, anche nei gesti meccanici, avverti netta la sensazione di essere a casa. Di nuovo a casa.
Quel senso di leggerezza che dà aria ai polmoni, dopo tanto piombo assorbito.
Quando la gioia di vita ti sovrasta e ti riveste, ti riempie. Ti collassa.
Gustare ogni minuto, ogni esitazione, diventa allora il piccolo segreto per abbandonare i rimpianti.
Più tardi ti folgora la consapevolezza che non era solo anticamera di felicità, quella, il sogno di un vizio promesso, ma già vita. Vita vera.

Brani:

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