...ovvero una storia d’amore in 6 mosse.
icona pop
hai una bellezza che ti supera
ti precede e ti ignora.
tu sei bella a prescindere da te
dalla tua volontà e dai propositi
messi in atto per esserlo.
lo sei, insomma
anche se ti distrai
allo stesso modo in cui ti martirizzi
inconsapevolmente le labbra
negli attimi di assenza.
mi manca il rituale
A brandelli
tagliuzzo il giornale
emulazione scadente
del tuo dito veloce
che scorreva gli orari
e incastrava film
strappavi decisa
la pagina per segnarla
a punta di matita
il riepilogo su un foglietto
per non perdere la successione
il modo sicuro
– uno dei tuoi pochi –
di essere facilmente precisa
a tutta birra
calpesti tutti i princìpi
neanche fossero fiori marci
ma con me nessuna pietà
ogni cazzata ha un castigo
per ogni errore
la pena capitale
ma che diavolo hai
in quella testa bacata?
quale ostentata freddezza
e recita d'indifferenza
mi parli come fossi
un estraneo molesto
da lasciar sfogare
un mentecatto piccino
pericoloso da contrariare
e di cui ridere
con l'amica del cuore
davanti a un tavolo
e due bicchieri di birra
non so se mi attiri
non so se mi attiri
più di te
la reale impossibilità
di averti io solo
o qualche ipotesi
di umanità
che a tratti riveli
se non averti
è lo stimolo più forte
sapere che non sarai mia
– non lo sei mai stata davvero –
mi angoscia
ho bisogno di estremi
a parziale compensazione
e intercalo conati di vomito
per la vergogna
di averti troppo desiderato
ho voluto mettere
ho voluto mettere
fra me e te
un reticolo di strade
perché la distanza
sembrasse meno grave
anche nel posto remoto
a ritroso delle tracce
cerco la tua presenza
anzi – forse – se mi allontano
è per sentirti più forte
lische
allineo lische di pesce
in margine a questo
grande mare di Croazia
faccio porzioni a metà
per un invisibile ospite
se rimarrò vedovo – temo
annaffierò il culto dei morti
con rituali senza senso
per non sentire il vuoto
del coperto accanto a me