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I cliché nei film americani

  

 Nei film americani non possono mancare:
- l’inseguimento con: auto su due ruote, salto dal ponte mobile che si sta sollevando e caduta millimetrica sull’altro troncone, discesa della scalinata con la macchina, passaggi col rosso al semaforo e camion schivati per un attimo o superati indenni scivolando sotto il semiasse anteriore – il tutto fra grandi sterzate e derapate sottolineate dai muscoli facciali contratti del guidatore
- la portiera dell'auto aperta ad ala di farfalla per far cadere il motociclista che arriva di gran carriera
- la fuga attraverso le cucine del ristorante, spostando camerieri e rovesciando vassoi
- scazzottate in cui un'unica persona riesce a far fuori ventidue avversari che educatamente la affrontano uno alla volta aspettando che il precedente sia ko
- lo scivolamento verso il burrone evitato aggrappandosi a una radice precaria
- il salto nel vuoto – previa opportuna rincorsa – fra due tetti distanti svariate decine di metri
- il tizio che risponde alla telefonata pensando che a chiamare sia quello con cui ha appena messo giù il telefono e, in un tripudio di equivoci, parla un quarto d’ora prima di rendersi conto che è un altro
- un oggetto prezioso che finisce nello scarico del lavandino - nei lavandini e nelle vasche americane mancano sistematicamente i tappi
- il salto dal ponte o dal cavalcavia su una chiatta fluviale, su un tir o su un treno in corsa
- la camminata spedita sul tetto del treno come se si fosse sulla scala mobile di Harrods e l’arrivo di una galleria, con appiattimento sul tetto del treno per evitare il frappè
- mimare le virgolette con le due dita
- «Ho una notizia buona e una cattiva, quale vuoi per prima?»
- (nelle commedie) la passeggiata per la città del protagonista in crisi – è stato mollato, deve prendere una decisione –, con sottofondo di archi struggenti
- camminata sul cornicione del grattacielo, scivolamento e salvataggio aggrappandosi con tre dita al bordo o all'ultima falange del salvatore che sta per perdere la presa
- il distributore di coca cola o il tabellone pubblicitario di coca cola o l'insegna di coca cola, la bottiglia di coca cola o la lattina di coca cola o qualcuno che serve o beve coca cola
- la caduta da un palazzo attutita dalla tenda parasole di un albergo, da un camion, dal ramo di un albero, da cartoni ordinatamente sistemati fuori dai bidoni della spazzatura
- il poliziotto in pensione o che andrà in pensione il giorno dopo richiamato per un’ultima indagine
- il malvivente che vuole ritirarsi o che esce dalla prigione, ma farà un ultimo colpo
- «Ehi, mi è piaciuto quello che hai fatto prima»
- profluvi di “fottuto” (se ci sono personaggi di colore) e di “figliolo” (se ci sono personaggi di età differente)
- indicare con due dita (indice e medio divaricati della mano destra) i propri occhi e poi puntare quelli di un altro
- la copia dei file dal computer, con la clessidra che segna il progressivo trasferimento
- il sistema antincendio di un edificio attivato con accendini o pallottole
- “Dannazione, non mi ricordo mai, devo tagliare il filo rosso o il filo blu?”
- il countdown prima dell’esplosione della bomba, coi numeri rossi (al quarzo) dei secondi che si fermano sullo 01 sventando la fine del mondo