Sapere di tappo

Chi ha inventato il tappo? E quando? La risposta è svelata in un viaggio di ottomila anni attraverso il tempo e le civiltà che hanno popolato il mondo occidentale.
Gli antenati del tappo sono nascosti nei primi insediamenti neolitici iraniani e sotto le macerie della civiltà cretese, nei mercati dell'antico Egitto e sulle navi fenice. In epoche più recenti, quando i tappi cominciarono a prendere la forma che ci è familiare, furono protetti dalle leggi della Repubblica di Venezia, o conservati come reliquie nell'antica abbazia di Hautvillers, dove dom Pérignon per primo appose un tappo in sughero a una bottiglia di champagne. Ai giorni nostri, il tappo è un oggetto così diffuso da risultare quasi trasparente ai nostri occhi: eppure ha segnato l'evoluzione della cultura eno-gastronomica dell'uomo. Nella sua versione più collezionata, “a corona”, il tappo rappresenta l'emblema di tutta l'epoca moderna: non solo perché ha spazzato via quasi duemila brevetti alternativi di chiusure, ma soprattutto perché ha posto le basi, nel bene e nel male, dell'epoca dell'usa e getta.
Il primo (e finora unico) libro sulla storia dell'oggetto più usato al mondo.

Editore: Ronzani
anno: 2019
ISBN: 9788894911312
Prezzo: 23 euro
Anche in versione inglese: Lifting the lid
— Il Giornale di Vicenza
“È un libro che sarebbe piaciuto a Jorge Luis Borges, questo "Sapere di tappo" di Zaltron e Marchetto, "tappando" un buco editoriale di cui davvero non si sospettava l'esisstenza. Data la vastità dell'odierna pubblicistica sul vino e in generale sul bere, pareva improbabile che il tappo non avesse già trovato dei cronisti o degli strimpellatori capaci di raccontarne la storia. Un oggetto così docile e quotidiano, oltre ache onnipresente, possiede i reqisiti ideali per attirare l'interesse di antropologi professionali o dilettanti”
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