Ho anch’io la mia bella trilogia all’attivo. Tre libri su un’azienda che si è sviluppata in continuità per un secolo. Tutto è nato da una scommessa. Riflettendo sulla vicenda di mio zio Renato, diventato imprenditore dopo aver lavorato alle Smalterie di Bassano del Grappa, e venendo a sapere di numerose esperienze analoghe, mi misi in testa che il distretto industriale bassanese si sia generato da questa azienda-scuola. Già, ma come provarlo? Un pomeriggio incontrai per strada un ex compagno di liceo, all’epoca ricercatore di storia economica a Ca’ Foscari, e, dopo avergli esposto la mia teoria, lui disse «Sai che ho accesso a dati inediti dell’Inps? Possiamo risalire a quanti dipendenti delle Smalterie se ne sono andati per fondare un’azienda». Su due piedi, in mezzo a via Da Ponte, gli commissionai un articolo per la rivista che avevo fondato e dirigevo, Blu (premiata due volte come miglior rivista nazionale a distribuzione locale). Dopo alcune settimane comprendemmo che fare un articolo di cento pagine in una rivista sarebbe stato inopportuno e, piuttosto che a un fascicolo monografico, preferii pensare a un libro. Il tema ci aveva preso la mano, il gruppo di lavoro si era allargato a molti collaboratori di Blu, che onorò il suo ruolo di atti(ri)vista culturale. Per farla breve, il primo libro uscì benissimo, fu presentato in pompa magna a Bassano e raccontò per la prima volta questa meravigliosa storia d’impresa-gioiello partita negli anni Venti del secolo scorso, forse il primo esempio di internazionalizzazione riguardante l’Italia. Baxi, leader del riscaldamento in Europa, che progetta e produce nel più grande stabilimento europeo del settore, mi contattò. «Perché non scriviamo la storia fino ai giorni nostri?» chiese. Noi ci eravamo fermati a metà anni Settanta, con la crisi delle Smalterie, ma la fabbrica era stata gestita da altri marchi fino ad arrivare alla Baxi, che delle Smalterie aveva ereditato anche lo spirito. Pronti, via! Visto il successo anche di questo secondo libro, i dirigenti della Baxi mi dissero: «Ok, però noi lavoriamo in tutto il mondo. Vogliamo il libro tradotto». Basta dirlo! Il terzo volume, in inglese, unisce il secondo a una sintesi del primo.

Editore: Archeometra
anno 2002