Come tutte le persone pigre, ho superato questo difetto reagendo con l'eccesso di operosità. Si capisce che è una forzatura, perché ogni estremo non ha nulla di naturale. La natura, per come me la immagino io, tende a un'oscillazione media, più o meno come il pendolo. Il vertice altalenante del movimento è il prezzo della sua immobilità cercata per approssimazione. Allo stesso modo coltivo l'ossessione per l'ordine archiviando i lavori e la mia vita, perfino i sentimenti. È l'unica forma ragionevole che ho trovato per combattere il caos dell'universo umano. E avere l'impressione di esserne dominus.
Ho solo una vita, questa: non credo mi daranno il bonus. E magari con la metempsicosi mi ritrovo lombrico
Fermo restando che neanche i miei familiari hanno idea esattamente del mio lavoro, e precisando che chi fa molte cose probabilmente non è in grado di farne bene nessuna; ciò premesso, vi dico cosa posso fare, ovviamente a pagamento – è pazzesco ma a 40 anni trovi ancora gente che ti dice “devi investire”, e non si riferisce alle vecchiette sulle strisce pedonali.
Scrivo da ormai vent’anni per campare e a volte anche per scampare – alla noia
La tauromachia da coatti del lavoro è una lotta intestina, alla fine, in cui le corna bisogna afferrarle a se stessi; anzi i corni: del dilemma se vivere e lavorare siano iridescenze di un unico fiume in piena, o se piuttosto l'una elida l'altra, come gemelli siamesi separati alla nascita.