Il rapporto con i mass media:
un-decalogo del perfetto imprenditore

  1. Mai chiedere di vedere l’articolo o “la bozza” prima della pubblicazione. È un’ingerenza indebita che implicitamente dà al giornalista dell’incapace. Sarebbe come se il giornalista medesimo pretendesse di controllare i vostri prodotti prima che siano spediti. A ognuno il suo mestiere.
  2. Il giornalista ha bisogno di notizie, ma voi avete bisogno che la vostra azienda diventi una notizia. Di imprese ce ne sono a migliaia, di testate un po’ meno. Quindi, l’interesse maggiore è vostro.
  3. Non dare per scontato che tutti conoscano la propria azienda o il settore merceologico in cui si opera o le fasi di lavorazione. Meglio dare un’informazione in più che una in meno, magari incidentalmente, senza usare toni cattedratici o seccati (“Come Lei sa…”).
  4. Evitare di chiedere di essere intervistati da un altro giornalista – collega, o addirittura collaboratore di una testata concorrente – adducendo che lo si preferirebbe.
  5. Non domandare quando uscirà il pezzo o pretendere che il giornalista telefoni per comunicare il giorno della pubblicazione. A meno che il giornale o periodico non sia irreperibile nella zona in cui opera l’imprenditore.
  6. L’imprenditore tenga personalmente i rapporti con la stampa o deleghi persone cortesi e competenti. Capita spesso di vedere segretarie molto abili a portare la minigonna trasformate in responsabili di pub(bl)iche relazioni senza avere molto altro da offrire.
  7. Presentarsi per telefono e non pronunciare il cognome prima del nome: fa tanto caserma.
  8. Non accampare scuse per non ricevere i giornalisti, né farli attendere mezze ore al telefono o dare appuntamenti che non si rispetteranno. Non esibirsi nello scaricabarile: passare la patata bollente al ragioniere, che la passa alla centralinista, che la passa al magazziniere…
  9. Predisporre una scheda sintetica di presentazione dell’azienda, da poter trasmettere, in caso di urgenza, per fax o via posta elettronica. Controllare che non ci siano, almeno, errori di grammatica.
  10. Non usare il dialetto veneto se è un modo per porre barriere, con interlocutori magari milanesi o romani. Sì, se rappresenta una forma di simpatica “complicità” e di immediatezza espressiva.
  11. Se non è proprio indispensabile, astenersi dal chiamare “collega” il giornalista in virtù di un articolo scritto trent’anni prima sul bollettino parrocchiale. E non dargli del “tu”, anche se si reputa che sia giovane d’età.

p.s. SITO INTERNET: caro imprenditore, punta all'essenzialità:

a) niente musiche, massimamente da evitare la colonna sonora de La stangata, bellissmo film ma che parla di una truffa colossale... I tuoi potenziali clienti potrebbero non prenderla benissimo;

b) abolire quegli orribili intro di immagini scomposte che non servono a niente nè per trasmettere contenuti nè per creare un'atmosfera, e fanno solo perdere tempo;

c) non usare tecnologie Flash o simili: in tal modo impedisci di fare il copia&incolla dei testi, attività primaria di molti "giornalisti".