«Moriṛ pieno di desideri inesauditi. Eppure ho fatto del mio meglio, soprattutto per averne.».

Aldo Busi

1970 Viene alla luce a Montebelluna (Tv) il 25 marzo, giorno dell'annunciazione dell'Angelo a Maria. Nasce dalla madre, di famiglia vicentina e natali salernitani, aspirante maestra da giovane, poi commessa e infine casalinga (ottima cuoca); e dal padre, bassanese, perito tecnico, mago del “tempi e metodi”. Lo registrano all'anagrafe come Alessandro Zaltron (e non è uno pseudonimo).

1970-1974 Abita a Caerano San Marco (Tv) in due diversi appartamenti, a Carmignano di Brenta (Pd) in una splendida villetta circondata da salici piangenti, ad Arco (Tn) in via Capitelli 22. I genitori tentano ripetutamente di portarlo all'asilo, ma lui grida e le suore si rifiutano di tenerlo. Preferisce ascoltare a casa, da un vecchio giradischi vinto con Selezione dal Reader's Digest, 45 giri di Equipe 84, Dik Dik, Rita Pavone, Peppino di Capri, Beatles, Johnny Dorelli, Orietta Berti.

1975 Impara quanto bene facesse a non sentire nostalgia di un fratello.

1976 Inizia la prima elementare a sei anni, dimostrandosi quindi per niente precoce. Il primo giorno piange, il secondo si innamora della maestra. Vede al cinema il suo primo film, “Superman”, e rimane sconvolto dalla kryptonite.

1978 Seconda elementare. Dalla pagella: “Aperto, comunicativo, dotato di tenace memoria e apprendimento prontissimo. È inserito positivamente nel gruppo scolastico. Ha molta curiosità per un vasto panorama di interessi, è attento osservatore e preciso espositore delle nozioni acquisite. Sempre avido di sapere. Sciolta ed espressiva la lettura. Disinvolto ed appropriato nell'espressione linguistica sia orale che scritta. Il suo comportamento è corretto e riguardoso nonostante sia un bimbo vivace”. Insomma, un gran rompiballe.

1979 Diventa lupetto: entra nello scoutismo e ci resterà per lunghi anni. Si trasferisce a Bassano del Grappa (Vi). Completa le scuole elementari.

1980 Vince un concorso per il miglior racconto di Natale bandito da “il Giornalino”. Lo vince riciclando un tema scritto in classe. Il nonno si commuove e gli dà la mancia.

1982 Partecipa, unico minorenne, al convegno “L'essere bambino nella società oggi” e strappa emozionato un autografo a Mario Lodi.

1983 Dalla pagella di seconda media: “Attento, riflessivo, pronto al dialogo, si impegna con serietà e metodo personale”.

1984 Diploma di terza media. Entra nel mondo del lavoro: apre una bancarella sulla strada dove vende fumetti e macchinine. È alto un metro e venti, ma gioca in una squadra di basket (e non fa neanche il pivot).

1985 Il liceo classico Brocchi (il nome è tutto un programma) è la destinazione quasi obbligata. Quarta ginnasio: otto in matematica e in tedesco. Vende gadget dei mondiali bassanesi di ciclismo su pista. Arriva in ritardo perfino alla cerimonia in cui gli viene assegnata la borsa di studio (e soprattutto l'assegno) del Comune di Bassano in quanto “studente benemerito”.

1986 Inizia il suo periodo new wave: si veste di nero e viola, ascolta Cure, Bauhaus, Killing Joke, Siouxsie and the Banshees, Litfiba, Diaframma, Moda… È responsabile del gruppo giovani del Movimento federalista europeo di Bassano. Durante un convegno attacca duramente la sua scuola per scarsa sensibilità europeista. Lo si vede in una foto d'epoca, con volto paonazzo che risalta camicetta a quadretti azzurri. Partecipa a un concorso indetto dal mensile “Music”, che gli pubblica la recensione di un concerto dei Talk Talk a Padova. Gira casa per casa a piazzare corsi per computer (non ha mai visto un Pc in vita sua).

1987 Porta volantini nelle cassette della posta, distribuisce dépliant al mercato cittadino, smista le cartoline del concorso di un supermercato. Badilate di cultura.

1988 Seconda liceo: otto in italiano e sette in ginnastica, l'onore è salvo. Durante l'estate lavora come operaio. Visita in Portogallo il punto più occidentale d'Europa e osserva commosso i flutti dell'oceano. Suona la batteria nel complesso rock “The kick and the blonde's kiss”, che nel tempo cambierà nome in “Finisterre”, “Dora Markus”, “19 Cents”. Raccoglie devotamente l'autografo di Fabrizio Frizzi ed Elisabetta Gardini (chissà quanto valgono).

1989 Terza liceo: trascina in finale a suon di gol la squadra di calcetto della sua classe nel torneo interistituti. Si matura (si fa per dire), sconvolgendo la commissione con un'accorata disamina su Gabriele D'Annunzio e lo splendido romanzo “Il piacere”. Si iscrive all'Università di Padova, facoltà di Giurisprudenza.

1990 Inizia a collaborare al quotidiano “Nuova Vicenza”. Favorisce la nascita di “Zero in condotta”, periodico dove tiene la corrosiva rubrica di costume “Papè Satan”.

1991 Passa a “Il Giornale di Vicenza” e incontra la sua dolce metà (spesso 3/4), che ora è la frazione nuziale di qualcun altro. La collaborazione gli permetterà di pagarsi gli studi universitari e una fiammante Y10 color nero metallizzato (con gli interni in alcantara, sempre celati da drappi damascati, per non rovinarli).

1992 Conosce la persona più importante della sua vita: un gatto nero (non metallizzato). Collabora alla rivista musicale “Brum”. Un sopralluogo a Londra gli fa capire l'importanza delle lingue (e anche degli occhi, delle orecchie…) (Era dai tempi di Alvaro Vitali che non ne sentivo una brutta così).

1993 Cura l'ufficio stampa dell'Ulss di Bassano.

1994 Viene ammesso all'Ordine dei giornalisti. Fonda e dirige la rivista di musica “Flaco”.

1995 Redige una rivoluzionaria tesi di laurea sul diritto alla privacy; scrive 600 pagine con un vecchio 386 e nonostante ciò si innamora del computer. Il suo testo, utile per pesantezza come arma contundente, verrà consultato spesso da docenti e assistenti universitari. Su “Area nuova” invita calorosamente i vicentini a non mangiarsi i gatti. Gli chiedono di autografare una fotocopia dell'articolo. Si segnala come moderatore del dibattito “La politica per i giovani”.

1996 Si veste da indiano al veglione di Carnevale della stampa bassanese. Si laurea (in filosofia del diritto) e i professori gli rompono le scatole perfino il giorno della discussione. Spedisce un solo curriculum, per diventare direttore di un centro commerciale. Lavora invece come responsabile marketing e relazioni esterne del Gruppo Nico. Trasloca a Sant'Eulalia di Borso del Grappa (Tv), borgo dove – come ama ripetere – l'unica cosa che non manca è l'aria pura.

1997 Segue importanti campagne di pubblicità sociale “Nico”, si diploma al corso di “Economia ed etica d'impresa”. Si fa le ossa in azienda. Tra i successi principali, fa da controrelatore ad una studentessa laureatasi in marketing (la ragazza era ungherese).

1998 Cessa di lavorare come dipendente e si mette in proprio. Diventa consulente di comunicazione. Rimane, ovviamente, giornalista. Strappa a Dario Argento un prezioso autografo (ma solo quello). È in giuria al concorso carnevalesco "Bauta d'argento".

1999 Lavora, lavora, lavora. Presiede la giuria del concorso "Giornalisti in erba" per le scuole elementari bassanesi. Sperimenta un test attitudinale per immigrati extracomunitari, risultando empatico, indipendente, concettuale, innovativo, controllato, competitivo, deciso.

2000 Giunge in finale con la squadra dei giornalisti al torneo di calcetto di Carnevale; segna un gol al sindaco. Partecipa alla trasmissione televisiva "Fornelli d'Italia" di Rete 4, condotta da Mengacci, come esperto di carne in scatola (tutto vero!).

2001 Annus Horribilis… Piange calde lacrime guardando per la prima volta “Casablanca”, di cui poi, in un impeto emotivo, acquista anche la colonna sonora.

2002 Va a vivere da solo (ma non cambia Comune) e scopre le gioie della vita da single. Sta preparando un libro sull'argomento. Subisce un incidente automobilistico che gli cambia la vita, al pari di quello occorsogli giusto dieci anni prima.

“Ho molte cose da fare nei prossimi dieci minuti, tra cui vivere…”

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