Non c’è nulla d’irreversibile. A parte gli errori.

Le paure vanno vinte. Per quello mi tengo sempre una paura di scorta.

La vita è ciò che ti capita dopo che hai fatto di tutto per cambiarla.

La povertà non è poi così male. Se puoi sceglierla.

Il tempo è criterio di ripartizione della vita secondo priorità.

L’intolleranza è frutto di un’intossicazione interna: nelle allergie come nei rapporti sociali.

L’aspetto peggiore del tradimento sono i rimorsi: doverli simulare.

Voglio diventare qualcuno. Magari qualcun altro.

È veramente poco costoso piacere a chi non ti piace.

Molti nemici, molto lavoro.

L’accidia è un peccato capitale. Difatti lo sto facendo fruttare.

Il problema di oggi non è avere mezzi per difendere i propri beni, ma che se suona l’allarme nessuno interviene.

La tolleranza finisce dove cominciano le cose importanti.

La peggiore prigionia è quella che ci diamo da noi stessi, perché siamo anche felici di essercela scelta.

L’unico soggetto che pensa “amo” e poi muore è il pesce.

La mobilità del maschio è direttamente proporzionale alla libertà dalle donne e alla volontà di trovarne.

Sono permaloso. Ma mi fa incazzare che me lo dicano.

La differenza fra ottimista e pessimista è che alla domanda «sei felice?» il secondo risponde «no», il primo «non ancora».

Non mento mai, al massimo mi precostituisco degli alibi.

La carne è debole. Per fortuna che c’è il pesce.

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